Nuove Indicazioni nazionali: cosa cambia in classe prima
A settembre ho aperto il registro di una prima e mi sono accorto che il documento su cui ho programmato per anni non vale più per quella classe, ma vale ancora per la quarta dall’altra parte del corridoio. Non è un dettaglio burocratico: sono due curricoli diversi che convivono nello stesso istituto, e alla primaria convivranno per anni. Qui c’è cosa dice esattamente il decreto, e cosa conviene mettere a posto adesso.
Cosa dice il decreto, e da quando
Il decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221 adotta le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 21 del 27 gennaio 2026, ed è in vigore dall’11 febbraio 2026.
L’articolo 1 contiene la frase che decide la programmazione di quest’anno: le scuole adottano le nuove Indicazioni «a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027 (…) a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado». Per la scuola dell’infanzia non c’è gradualità, perché il decreto fa cessare il testo del 2012 già da quest’anno scolastico.
Le nuove Indicazioni sostituiscono quelle allegate al DM 16 novembre 2012, n. 254. Lo stesso articolo 1 chiede di procedere «in prima attuazione e con gradualità alla rielaborazione del curricolo d’istituto»: è un lavoro di collegio, non del singolo maestro, ma è il documento da cui scende la mia programmazione annuale. In molti istituti, a fine settembre, non è ancora chiuso.
Due curricoli nello stesso istituto, e per quanto tempo
L’articolo 5 è la parte che non finisce nei titoli e che invece si sente ogni settimana. Le Indicazioni del 2012 continuano ad applicarsi alle classi intermedie già funzionanti nell’anno scolastico 2025/2026, fino alla conclusione dei rispettivi percorsi. L’unica anticipazione prevista riguarda le classi terze di primaria, e solo per storia, dal 2027/2028.
Lo stesso articolo fissa quando il DM 254/2012 cessa di avere efficacia: dall’anno scolastico 2026/2027 per l’infanzia, dal 2028/2029 per la secondaria di primo grado, dal 2030/2031 per la primaria. Tradotto in aula: alla primaria il testo del 2012 accompagna le classi già avviate fino al 2029/2030.
Quindi due documenti diversi vivono in aule attigue per quattro anni scolastici, questo compreso. La contromisura è banale e funziona: scrivere in testa a ogni programmazione, a ogni verbale di dipartimento e a ogni griglia di valutazione quale testo si applica a quella classe. L’anno prossimo, quando le prime diventano seconde, quella riga risparmia una riunione.
Il comma 2 dà un margine utile. Durante la transizione i collegi possono adattare e rimodulare il curricolo, anche con scansioni temporali diverse rispetto alle Indicazioni del 2012. È lo spazio in cui si tiene insieme il verticale senza aspettare il 2030.
Cosa cambia davvero nella programmazione di una prima
Tre punti sono operativi e si leggono direttamente nel decreto.
I libri di testo. L’articolo 3 stabilisce che l’editoria scolastica adegua i contenuti dei libri del primo ciclo alle nuove Indicazioni a partire dalle classi prime nel 2026/2027, e per storia dalle classi terze di primaria nel 2027/2028. Il libro di una prima è quindi già allineato, quello di storia di una terza lo sarà l’anno prossimo.
L’informatica alla primaria. Le nuove Indicazioni portano obiettivi specifici di informatica dentro la scuola primaria. La nota del MIM sull’avvio (AOODPIT n. 1312 del 12 marzo 2026) affronta il raccordo: chi entra in prima media nel 2026/2027 può non avere raggiunto quegli obiettivi, e il triennio li persegue con gradualità.
Il latino alle medie. L’articolo 2 prevede che l’insegnamento del latino per l’educazione linguistica possa essere avviato, in via di prima applicazione, dalle classi seconde e terze funzionanti nel 2026/2027. Non tocca la primaria, tocca il collegio di un istituto comprensivo.
Sulle scelte disciplinari più fini, come sono formulati i singoli obiettivi e dove si sono spostati i traguardi, non mi fido dei riassunti e non ne scrivo uno qui. Il testo integrale è pubblicato dal MIM e le pagine della propria disciplina si leggono in mezz’ora.
La formazione su Scuola Futura: 20 ore, e cosa non risolve
Il piano formativo nazionale è partito il 16 settembre 2026, con la nota ministeriale prot. n. 4693 dell’11 settembre 2026. La fase nazionale è online e asincrona sulla piattaforma Scuola Futura, per un totale di 20 ore divise fra un modulo generale comune e un modulo specifico per ruolo e ordine di scuola. Le iscrizioni restano aperte fino al 30 novembre 2026. Segue una fase laboratoriale in presenza, organizzata a livello regionale.
Asincrono vuol dire che si fa la sera, perché è l’unico momento in cui si fa. Conviene comunque farla presto e non a novembre, per una ragione pratica: le domande che nascono dai moduli servono in collegio mentre il curricolo si sta ancora scrivendo, non dopo che è stato approvato.
Quello che la formazione non fa, e vale dirlo: non scrive il curricolo d’istituto, non decide come si valuta una prima quest’anno, non risolve la convivenza dei due testi nel verticale. Venti ore spiegano i principi organizzatori del documento. Le scelte restano di chi le firma.
Tre cose che un maestro di prima può sistemare entro ottobre
1. Una riga di intestazione su ogni documento. Quale testo si applica a questa classe, con il riferimento normativo. Trenta secondi per file, e la programmazione resta leggibile anche fra due anni, quando in istituto ci saranno tre coorti su due curricoli diversi.
2. Un confronto a due colonne, una disciplina alla volta. Obiettivi di fine prima nel testo del 2012 e nel testo del 2025, italiano e matematica per iniziare. Quello che serve non è un riassunto, è la lista delle differenze: cosa è arrivato, cosa si è spostato, cosa è sparito. Sul controllo di quello che resta davvero in testa ai bambini ho descritto altrove la routine che uso il fine settimana.
3. L’iscrizione alla formazione, con una domanda da portare in collegio. Entro il 30 novembre 2026, e con in mano il punto su cui il proprio istituto è più scoperto. Nel mio caso i criteri di valutazione di una prima, che nessuno ha ancora riscritto.
Nessuna delle tre chiede più di un pomeriggio. La quarta cosa, la rielaborazione del curricolo verticale, chiede l’anno intero: tanto vale iniziarla dalle prime, che sono le classi che ci obbligano a farlo.
Domande frequenti
Le nuove Indicazioni nazionali valgono per tutte le classi dal 2026/2027?
No. Il DM 221/2025 le applica dalle classi prime di scuola primaria e di secondaria di primo grado, e fa cessare il testo del 2012 per la scuola dell’infanzia già da quest’anno. Le classi intermedie già funzionanti nel 2025/2026 continuano con le Indicazioni del 2012 fino alla fine del loro percorso.
Quando smettono di valere le Indicazioni nazionali del 2012?
L’articolo 5 del DM 221/2025 fissa tre date diverse: il DM 254/2012 cessa di avere efficacia dall’anno scolastico 2026/2027 per la scuola dell’infanzia, dal 2028/2029 per la secondaria di primo grado e dal 2030/2031 per la primaria.
Entro quando si può iscriversi alla formazione sulle nuove Indicazioni nazionali?
Le iscrizioni alla fase nazionale sono aperte fino al 30 novembre 2026. Si tratta di 20 ore online in modalità asincrona sulla piattaforma Scuola Futura, avviate il 16 settembre 2026, seguite da una fase laboratoriale regionale.
In quali classi si può insegnare latino alle medie dal 2026/2027?
L’articolo 2 del decreto prevede che il latino per l’educazione linguistica possa essere avviato, in via di prima applicazione, dalle classi seconde e terze funzionanti nell’anno scolastico 2026/2027.
Fonti
- Decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221, Regolamento recante Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 21) (2026-01-27)
- Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, testo integrale (MIM) (2026-01-27)
- Nota MIM AOODPIT n. 1312, avvio delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025 (2026-03-12)
- Nuove Indicazioni nazionali, formazione per dirigenti e docenti dal 16 settembre: 20 ore online, iscrizioni entro il 30 novembre (Orizzonte Scuola) (2026-09-16)